“ovvero il confine fra leccare il pavimento
e toccare il cielo con un dito…”

Il Benessere… ciò che tutti vorremmo avere nella vita… almeno a parole…

Ma cosa è il benessere?

Una condizione in cui posso permettermi tutto quello che voglio e niente e nessuno mi stressa? Uno stato di relax totale, magari rimanendo stesi sul lettino a sorseggiare un succo d’ananas in riva al mare alle Maldive?

Bene…

…poi magari arriva una zanzara (delle Maldive), che ti ronza nell’orecchio facendoti cadere dalle mani il tuo succo che va a caderti sul costume, dando l’impressione di essertela fatta addosso e ti rovina il quadro con conseguente sbotto di rabbia e sensazione di vittimismo (della serie: ”ora che sono in vacanza non si può restare in pace neanche qui!!!”)…

…non sembra uno stato di benessere.

Il benessere non è tanto una condizione oggettiva priva di stress al di fuori di noi, ma uno stato nel quale possiamo affrontare situazioni stressanti in modo adeguato e consapevole, senza farci abbattere da zanzare fastidiose o dall’imminente impatto con un meteorite.

Cos’è la ‘porta del benessere’? E’ veramente una porta che noi possiamo attraversare? Sì, possiamo attraversare questa porta immaginaria che fa da confine tra la condizione di mancanza di riserva funzionale (lecco il pavimento, sa di pollo…) e la condizione di riserva funzionale sufficiente all’adattamento in situazioni di stress di varia entità (tocco il cielo con un dito).

Un passo indietro sul concetto di riserva funzionale. Per riserva funzionale si intende ”la capacità residua di un organo o parte del corpo di svolgere la sua attività fisiologica”, qui inteso come la capacità della persona di svolgere le sue attività facendo fronte a situazioni di adattamento in modo adeguato. Tutti noi abbiamo delle energie da spendere durante l’arco della giornata, in parte utilizziamo queste energie consapevolmente, in parte servono ad adattarci a situazioni più o meno stressanti. Ad esempio, un berretto che stringe sulla testa porta via al nostro ‘sistema’ energie per adattarsi. Appena metti il berretto senti che ti ‘stringe’ la testa, dopo un po’ non lo senti più e ti dimentichi pure di averlo, il corpo si è adattato, ma il berretto è sempre lì che stringe. Una situazione che ci stressa in ufficio ne porta via ancora di più, ecc…

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La quantità di energia che non è impegnata a ‘coprire’ specifiche situazioni serve come risorsa per adattarci a nuove situazioni e può essere molta o poca (poca in condizioni di stress continuo). Se la riserva è alta, potremmo in qualsiasi momento adattarci ad un improvviso evento che ci obbliga a uscire dal nostro stato di equilibrio e far fronte a questo stress in maniera adeguata. In caso contrario, verremmo messi KO anche dal più piccolo moscerino che si viene a posare sul nostro naso.

Lo stress non è la causa delle malattie, ma un’inadeguata risposta ad esso può creare il terreno giusto perché queste si manifestino. Attraverso il riequilibrio energetico kinesiologico ed il lavoro sul proprio traguardo, si opera per aumentare questa riserva eliminando i fattori di stress che tengono l’energia impegnata a farvi fronte ed attivare le naturali capacità di autoguarigione del nostro sistema.

Torniamo alla Porta del Benessere. Quando siamo in condizioni di disagio, ci troviamo con una ridotta riserva funzionale e la nostra posizione potrebbe essere pericolosamente vicina al nostro amato pavimento (dipende dallo stato del disagio).

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Il riequilibrio energetico di Kinesiologia aiuta a liberare le risorse riarmonizzando la nostra circolazione energetica, lavorando anche sulla consapevolezza di quali situazioni possono toglierci energia e ci avvicina alla tanto ambita porta.

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Passa il tempo e ci troviamo ad affrontare comunque condizioni di stress che ci allontanano un po’ dalla porta (Eureka! Le uniche persone che non sono sottoposte a nessun tipo di stress sono in posizione orizzontale chiuse dentro una bara…). Ancora non disponiamo di tanta riserva funzionale, e potremmo risentire di ulteriori stress con il rischio di scoraggiarci, visto che i risultati ottenuti dal riequilibrio possono non essere permanenti (per i miracoli ci stiamo attrezzando…).

In realtà il risultato può anche essere permanente, dipende dalle condizioni di disagio di partenza e se si riescono a disinnescare le cause del disagio.

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Un ulteriore riequilibrio energetico ci dà un’altra spinta verso l’attraversamento della porta.

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Il processo di transizione dall’assenza di benessere al benessere è formato da alti e bassi, ma con un andamento lineare verso l’alto (se ci si dà da fare).

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Quando la nostra riserva funzionale è sufficiente per fare fronte agli stress senza risentirne particolarmente, anche quelli un po’ più impegnativi, siamo entrati nell’area del benessere. Finalmente!

A questo punto è possibile ricevere riequilibri energetici, a scopo preventivo, per ‘rimettere in bolla’ la nostra circolazione energetica prima che lo squilibrio si manifesti a livello fisico.

La cosa fondamentale per il raggiungimento del nostro benessere è la consapevolezza di cosa ci toglie energia e cosa ci dà energia, la consapevolezza di come noi ‘reagiamo’ agli avvenimenti della vita e quali sono le  abitudini che ci boicottano in continuazione, per cambiarle o rimuoverle, anche se ciò non è facile.

Attraverso la Kinesiologia Specializzata si può intraprendere un percorso di crescita personale, non solo per eliminare i disagi che ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi, ma per comprendere cosa è veramente importante nella nostra vita.

Varcare la soglia del benessere significa affrontare noi stessi: La responsabilità del nostro benessere è nelle nostre mani!

Andrea